di Lorenzo Bacciardi, LL. M.  – Dipartimento di Diritto Societario Transnazionale / Finanza e Operazioni Straordinarie

La pandemia da Covid-19, diversamente dalle altre crisi o recessioni già vissute, produrrà effetti negativi su tutta l’economia globale.

Non solo le economie nazionali troveranno un contesto economico radicalmente cambiato, ma le criticità di una imminente recessione chiamano il mondo produttivo a identificare e implementare immediatamente le migliori strategie di disaster recovery.

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Il contesto imprenditoriale

Molte imprese italiane sono troppo piccole per resistere da sole e garantirsi continuità nel futuro contesto di crisi post coronavirus. A breve dovranno fare i conti con la forte e improvvisa crisi di liquidità. Con fatturati fortemente ridotti non riusciranno a continuare ad operare senza una immissione di denaro.
Debbono inoltre riorganizzare velocemente la propria operatività, ristrutturarsi e potenziarsi finanziariamente e patrimonialmente  per recuperare o mantenere competitività nel nuovo contesto della crisi economica post Coronavirus.

Il sistema bancario

Il sistema bancario italiano ha perso la propria funzione di sostegno alle strategie e ai progetti di crescita delle imprese italiane, da anni. Oggi, più di ieri, le banche italiane non potranno da sole fornire il supporto necessario; infatti:

  • mantengono una crescente mole di crediti in sofferenza (non performing loans);
  • hanno difficoltà ad adeguarsi ai maggiori requisiti di patrimonializzazione imposti dagli accordi di Basilea 2 e 3;
  • hanno subito in data 26 marzo 2020 un ulteriore declassamento nel proprio rating dalla agenzia Moody’s a fronte della recente crisi;
  • non arriveranno da sole a fornire sufficiente credito alla piccola e media impresa italiana, nemmeno a fronte delle forme di retro-garanzia previste dai recenti provvedimento governativi, che, tra l’altro, garantiscono parzialmente solo il 33% del debito e hanno natura sussidiaria, per cui l’impresa finanziata verrà escussa per prima.

 Cosa debbono fare le imprese italiane nello specifico

È necessario che le imprese utilizzino soluzioni di finanza straordinaria e alternativa proveniente da fondi di Private Equity e Private Debt, attraverso i quali potranno reperire capitale paziente da impiegare per :

  • sostenere piani di recovery, di ristrutturazione del debito bancario o di riorganizzazione aziendale;
  • espandere il circolante o per rafforzare la struttura finanziaria dell’impresa;
  • finanziare e sostenere lo sviluppo e la crescita, sviluppare nuovi prodotti e nuove tecnologie;
  • implementare nuove strategie fondate su acquisizioni aziendali e progetti di aggregazione o joint venture;
  • affrontare con successo passaggi generazionali o altri processi critici del ciclo di vita aziendale.

In aggiunta alla finanza, i fondi di Private Equity e Private Debt, a differenza delle banche, apportano a favore delle imprese know how manageriale, sinergie commerciali, accesso agevolato e accelerato a mercati o canali distributivi esteri, contatti e relazioni con altri imprenditori dello stesso settore industriale o di settori contigui.

Le imprese italiane dovranno utilizzare anche i canali fintech, i quali:

  • erogano finanziamenti a debito gestiti attraverso piattaforme digitali online che non prevedono vincoli di utilizzo o garanzie ovvero
  • praticano il factoring digitale mediante cessione e smobilizzo dei crediti commerciali su piattaforme digitali online dedicate.

Dovranno infine potenziare la loro struttura produttiva e commerciale, oltre che finanziaria e patrimoniale, attraverso forme di aggregazione tra operatori dei medesimi settori o di settori contigui.

Da dove partire

Occorre innanzitutto evolvere e cambiare l’attuale cultura imprenditoriale, rivedere le diffidenze verso soluzioni ritenute in precedenza non praticabili, rompere gli usuali schemi e concepire nuove strategie in un contesto nuovo e inesplorato.

Molte delle imprese italiane hanno mantenuto troppo a lungo un atteggiamento di diffidenza “ingiustificata”rispetto alla finanza straordinaria o alternativa, preferendo finanza ordinaria bancaria, nonostante gli elevati costi in termini di burocrazia, e la necessità di cospicue garanzie a supporto del credito.

Fino a pochi giorni fa eravamo convinti che i sistemi di smart working fossero difficilmente implementabili nelle nostre realtà aziendali, che gli strumenti di pagamento digitale non avrebbero mai sostituito la moneta cartacea e che le transazioni commerciali o aziendali imponessero la presenza fisica delle parti negoziali.

Ma tali convinzioni, in alcuni casi granitiche, si sono infrante in un attimo!

È necessario cambiare mentalità e reinventare il futuro. Ma occorre farlo velocemente in quanto non abbiamo più tempo.

I servizi dello studio Bacciardi & Partners a supporto delle imprese

Bacciardi and Partners assiste da sempre le imprese nel reperimento di finanza straordinaria per lo sviluppo, nell’implementazione di operazioni straordinarie di acquisizione, cessione e fusione, a livello nazionale ed internazionale, ed è in grado di reperire investitori e partner, finanziari e industriali, nazionali ed internazionali, al fine di supportare lo sviluppo e la crescita delle imprese, soprattutto sui mercati esteri, ovvero al fine di facilitare il passaggio generazionale.

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